Ecco come si fa una birra ‘bestiale’
Quattro ingredienti, infinite possibilità. La birra è un patrimonio culturale che viene perfezionato da millenni: ogni generazione ha dato il proprio contributo per plasmarne il carattere attuale. È così che sono nati innumerevoli stili e varietà di birra. Negli anni ’80, finalmente, una cotta era riuscita talmente bene da fare innamorare proprio tutti. Si decise di mettere il cinghiale in etichetta, che da allora è il segno distintivo per una birra dal gusto ‘bestiale’. Quanta magia si nasconda nel processo di produzione, te lo sveliamo proprio qui.

Acqua: così semplice, così complessa
I mastri birrai lo sanno ormai da secoli: un’acqua di qualità è fondamentale per la buona riuscita di una birra. Costituisce infatti oltre il 90% del prodotto finale e ne plasma il carattere come quasi nessun altro ingrediente. Spesso, però, persino l’acqua potabile più pura non è sufficiente, poiché i requisiti organolettici variano notevolmente a seconda dello stile di birra da produrre. Per questo motivo, chi produce birra pone requisiti decisamente più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge per la comune acqua potabile.







